PIPPO DE PIPPIS
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Nato un bel giorno d’estate del 1993 e abbandonato qualche mese dopo, un brutto giorno d’autunno, da un ignoto vero bastardo bipede presso le Scuole Sottufficiali M.M. di San Vito (TA).
Questo muso simpaticissimo apparteneva a Pippo De Pippis, senza ombra di dubbio proveniente da una delle più pure ed antiche famiglie di Cani Fantasia di Puglia. Era un’insalata mista fatta cane: le orecchie appartenevano al Pastore Tedesco come anche il senso di lealtà verso la Famiglia; il muso e la barbetta ricordavano uno Spinone, ma alla lontana. Il carattere era quello del Maremmano: orgoglioso, rustico, sicuro di sé. Era un cane Paria, aveva conosciuto la strada, la fame e il tradimento e sapeva il fatto suo. Sedusse prima mio marito e poi tutta la famiglia e non ci volle tanto! Era già educato e pulito, quando lo portammo a casa, si comportò da vero gentilcane e non sporcò neppure la prima notte! All’età di due mesi doveva essere stato bellissimo, un orsetto biondo, a sette, quando lo incontrammo noi, era solo un meticcio fulvo come tanti, almeno così’ pareva. Sicuramente aveva conosciuto l’esperienza di vivere in casa con il farabutto che lo aveva portato con sè quando era molto piccolo, ma poi, quando non somigliava più al Cucciolo della Carta Igienica (e quel padrone era veramente degno solo dell’articolo della pubblicità!), non aveva esitato ad abbandonarlo per strada, il che significava morte sicura. Invece ha vissuto con noi 13 anni e mezzo. Era un grande soldato, la nostra sentinella. Da cucciolotto era giocherellone, ma, compiuto l’anno, cominciò a prendersi davvero molto sul serio! Fu probabilmente uno dei prodotti migliori della Scuola Militare nella quale era stato abbandonato, aveva la difesa nel sangue! Mi ricordo che prendevamo in fitto ogni anno una piccola casa al mare, quando le mie figlie erano bambine. Il proprietario entrava in nostra assenza per curare il giardino, questo finchè Pippo non era stato dei nostri: noi l’avevamo avvisato che il cucciolone non scherzava! Al nostro rientro, trovammo il poveruomo appollaiato sull’albero di pere, non osava scendere! Pippo era lì sotto che non lo perdeva d’occhio un istante, non lo aveva toccato, non si era lasciato blandire e non intendeva lasciar perdere! Era nato guardiano. Non era troppo espansivo con gli estranei, cani o persone, pur non essendo mai minaccioso senza un validissimo motivo e non passava mai all’azione senza prima aver chiaramente diffidato l’avversario in ogni modo possibile. Non sbagliò mai nel giudicare le persone: rispettava gli ospiti, ma, se uno gli stava antipatico, situazione non frequente, anzi, piuttosto rara, poi, alla lunga, si scopriva sempre che, in qualche modo, aveva ragione lui. Una di queste persone, un adolescente troppo esuberante che, entrando in casa, aveva euforicamente abbracciato mia figlia, dichiarò che ormai la sua vita si divideva in “Avanti Pippo e Dopo Pippo”: aveva avuto occasione di conoscere Pippo, diciamo, da vicino, ne era uscito indenne, ma psicologicamente ... Provato dall’esperienza! Poveretto, era stato scambiato dal cane per un molestatore di bambine, lui che aveva un debole per mia figlia tredicenne... Quando le mie figlie adolescenti erano in casa sole, scattava, senza che nessuno glielo avesse mai insegnato, il suo enorme senso di protezione: le sue adorate Cucciole di Casa erano affidate a lui, quindi.... Qualunque estraneo si presentasse alla porta, veniva accolto dal suo calmo, diffidente, abbagliante sorriso “a 42 denti” che non aveva davvero nulla di rassicurante! Certo, non avrebba mai potuto fare il cane da Pet Therapy, l’idea ovviamente non mi ha mai neppure lontanamente sfiorata!
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Era tuttavia capace di grandi manifestazioni di tenerezza, rare, preziose, di cui poi si vergognava! Un giorno lo cogliemmo in uno di quei pochi momenti di debolezza, mentre si abbandonava a una romantica sniffata ai fiorellini. Poi, notando la nostra presenza, iniziò a comportarsi da vero scorbutico per darsi un contegno, ma rimase imbarazzato per una settimana! Pippo era molto forte di carattere ed io all’epoca non conoscevo che poche imprecise nozioni su come si tratta un vero leader. Durante uno scambio di opinioni, diciamo piuttosto animato, mi morse, non lo avevo rispettato e non avevo cercato il suo rispetto, avevo solo tentato di piegarlo con la forza: me l’ero cercata, fu colpa mia. Questo episodio mi fece riflettere e crescere, così cominciai a cercare un modo diverso di educare i cani, gentile ed efficace, non più basato sulla dominanza, ma sulla leadership. Amavo definirlo " Il nostro Sergente di Ferro": non so se avete presente il classico sergente dei marines dei film americani, quello che fa schiattare i gentiluomini, spremendoli e minacciandoli di non farli mai diventare ufficiali... Beh, lui era così. Aveva peraltro un suo codice d’onore, chiaro, inflessibile: “I cuccioli di tutte le specie sono sacri ed anche le femmine. Con tutti gli altri... Ce la dichiariamo!” Era anche, e sempre resterà, il nostro fedelissimo, lealissimo e dolcissimo vecchio Pippo (ma non si poteva dirglielo, altrimenti borbottava, a disagio!). Avrebbe volentieri e senza esitare, dato la sua vita per difenderci, non ho alcun dubbio su questo. Era fedele. Aspettava mio marito di ritorno dalla nave, sulla soglia di casa, tutto impettito, con gli occhi brillanti e il tartufone nero fremente, senza osare avvicinarsi alla sua divisa, quasi ci aspettavamo che da un momento all’altro portasse di scatto la zampa da Yeti alla testa, in un improbabile saluto militare e si mettesse a urlare a pieni polmoni: “PRESENTATT - ART!” Pattugliava il perimetro del giardino incessantemente, guai a distrarlo, tanto che aveva formato, a furia di calpestarla, una stradina di terra battuta. Ne eravamo convinti: un giorno o l’altro avremmo visto le estremità delle sue orecchie da lupo spuntare, muovendosi furiosamente avanti e indietro, in ronda, nella trincea che avrebbe scavato! .... È andato via con la dignità che gli apparteneva, da vecchio soldato. Ti ritroverò un giorno... Di nuovo giovane e infaticabile, so che già fai la guardia al Paradiso che mi aspetto di trovare, dove con me ci sarete voi, impagabili compagni di vita
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